Come liberarsi legalmente dai debiti 

Quando i debiti diventano insostenibili e le entrate non sono più sufficienti per farvi fronte, la sensazione è spesso quella di non avere via d’uscita. Telefonate dei creditori, solleciti, minacce di pignoramento e un continuo stato di ansia possono compromettere serenità e stabilità familiare.

Quello che molti non sanno è che l’ordinamento italiano prevede strumenti legali specifici per chi si trova in una situazione di sovraindebitamento. Non si tratta di scorciatoie, ma di procedure regolate dalla legge che permettono, in presenza di determinati requisiti, di ridurre o ristrutturare il debito e ripartire.

Vediamo insieme cosa significa sovraindebitamento, chi può accedere alle procedure e quali soluzioni sono concretamente disponibili.

Cos’è il sovraindebitamento

Per sovraindebitamento si intende una situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, ovvero la definitiva incapacità di adempiere regolarmente alle proprie obbligazioni. 

In termini pratici: non riuscire a pagare mutuo, rate di finanziamento, bollette, fornitori o qualsiasi altro debito accumulato nel tempo. Il punto centrale, dunque, non è la presenza di debiti in sé, ma l’impossibilità oggettiva di farvi fronte in modo stabile e duraturo.

Normativa di riferimento 

La legge consente a determinate categorie di soggetti – che non possono accedere alle procedure fallimentari ordinarie – di utilizzare strumenti specifici per risolvere la crisi.

La normativa di riferimento è il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. 14/2019), che ha riformato e ampliato il sistema di tutele già introdotto dalla Legge 3/2012, offrendo oggi un quadro più organico ed efficace.

Chi può accedere alle procedure di sovraindebitamento

Le procedure di sovraindebitamento sono riservate ai soggetti che non possono accedere alle ordinarie procedure concorsuali previste per le imprese di grandi dimensioni. Possono dunque accedervi:

  • i consumatori, ovvero le persone fisiche che hanno contratto debiti per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale; 
  • i piccoli imprenditori, gli artigiani e i lavoratori autonomi
  • le società e gli enti non soggetti alla liquidazione giudiziale ordinaria; 
  • gli imprenditori agricoli
  • i soci illimitatamente responsabili di società.

Non possono invece accedervi le grandi imprese soggette a liquidazione giudiziale

Ogni situazione deve essere analizzata con attenzione, perché la valutazione dei requisiti è un passaggio fondamentale per evitare rigetti o complicazioni procedurali.

È fondamentale, infatti, che il debitore si trovi in una situazione di sovraindebitamento non imputabile a comportamenti fraudolenti o dolosi. La legge richiede, in sostanza, una condizione di buona fede.

Le principali soluzioni previste dalla legge

Le procedure attualmente previste dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza consentono di costruire un percorso personalizzato in base alla situazione del debitore.

1. Piano del consumatore

È una delle soluzioni più utilizzate. È destinata alle persone fisiche che hanno contratto debiti per esigenze personali e familiari.

Il piano prevede la proposta di un pagamento parziale e sostenibile dei debiti, proporzionato alle reali capacità economiche del debitore.

Un aspetto fondamentale è che non è necessario il consenso di tutti i creditori: sarà il giudice a valutare la fattibilità del piano e, in caso di approvazione, i creditori saranno vincolati.

2. Accordo con i creditori

In questo caso viene proposta una ristrutturazione del debito che deve essere approvata da una determinata maggioranza dei creditori.

È una soluzione adatta a piccoli imprenditori o professionisti che vogliono mantenere una continuità economica. L’obiettivo è ridurre l’esposizione debitoria e definire un piano di rientro realistico.

3. Liquidazione controllata

Quando non è possibile proporre un piano sostenibile, si può ricorrere alla liquidazione controllata del patrimonio.

In questa procedura i beni del debitore vengono liquidati per soddisfare i creditori, ma al termine, in presenza dei requisiti di legge, è possibile ottenere l’esdebitazione, cioè la cancellazione dei debiti residui non pagati. Questo significa poter ripartire senza il peso delle posizioni debitorie pregresse.

Effetti su stipendio, pensione e casa

Cosa succede a stipendio e pensione

L’avvio di una procedura di sovraindebitamento produce effetti protettivi immediati sul patrimonio del debitore. In particolare, i creditori non possono avviare o proseguire azioni esecutive individuali, compresi i pignoramenti dello stipendio o della pensione, per i crediti oggetto della procedura. 

Questo effetto protettivo scatta con il deposito della domanda e consente al debitore di recuperare un minimo di stabilità economica durante lo svolgimento della procedura.

Va tuttavia sottolineato che lo stipendio e la pensione restano pignorabilizzabili entro i limiti di legge anche in sede di liquidazione controllata: la quota eccedente il minimo vitale (generalmente pari all’assegno sociale aumentato della metà) può essere destinata al soddisfacimento dei creditori.

La tutela della prima casa

Uno degli aspetti più delicati riguarda l’abitazione principale. Nel Piano di ristrutturazione del consumatore e nel Concordato minore è possibile includere soluzioni che consentano di mantenere la propria casa, ad esempio prevedendo la continuazione del pagamento del mutuo con riduzione degli arretrati o una moratoria temporanea. 

Nella liquidazione controllata, invece, la prima casa rientra in linea di principio nel patrimonio liquidabile, salvo che il debitore riesca a proporre soluzioni alternative che soddisfino adeguatamente i creditori.

I vantaggi di agire tempestivamente

Uno degli errori più frequenti è aspettare troppo tempo prima di chiedere aiuto. Quando la situazione degenera con pignoramenti già avviati o procedure esecutive in corso, le opzioni possono ridursi.

Intervenire tempestivamente consente invece di:

  • bloccare azioni esecutive
  • sospendere procedure in corso
  • evitare l’aggravarsi degli interessi
  • costruire una strategia sostenibile

Il sovraindebitamento non è un fallimento personale, ma una condizione economica che può essere affrontata con strumenti giuridici adeguati.

Perché è fondamentale affidarsi a un avvocato esperto

Le procedure di sovraindebitamento sono strumenti potenti ma tecnici, che richiedono una valutazione accurata della situazione patrimoniale del debitore, la scelta della procedura più adatta al caso concreto e la predisposizione di una documentazione complessa. Ogni errore o omissione può compromettere l’esito della procedura o, peggio, portare alla sua inammissibilità.

Il supporto di un avvocato esperto in diritto dell’insolvenza e della crisi è quindi indispensabile non solo per la corretta impostazione della strategia difensiva, ma anche per interfacciarsi con l’Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e per presidiare tutte le fasi del procedimento davanti al Tribunale.

Lo Studio Legale Porzio Cattaneo, con sede a Bergamo ma operativo su tutto il territorio nazionale, assiste privati e imprenditori in tutte le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento, dalla valutazione iniziale della situazione fino all’ottenimento dell’esdebitazione. 

Se stai attraversando un momento di difficoltà economica e vuoi capire quali soluzioni puoi concretamente percorrere, contatta lo studio per una prima consulenza: i nostri avvocati sono pronti ad ascoltarti e a indicarti il percorso più adatto alla tua situazione